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STRUMENTI - MIND
EMDR (EYE MOVEMENT DESENSITIZATION AND REPROCESSING)
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio psicoterapeutico utilizzato per la rielaborazione di esperienze emotivamente difficili o traumatiche. Durante alcune esperienze di vita particolarmente intense, il cervello può non riuscire a elaborare completamente ciò che è accaduto. In questi casi il ricordo dell’evento può rimanere “bloccato” nel sistema nervoso insieme alle emozioni, alle sensazioni corporee e alle convinzioni che si sono formate in quel momento.
L’EMDR aiuta il cervello a rielaborare questi ricordi in modo più adattivo. Durante la seduta la persona viene accompagnata a richiamare l’esperienza o l’emozione collegata mentre segue con lo sguardo specifici movimenti guidati o altre forme di stimolazione bilaterale. Questo processo facilita il naturale sistema di elaborazione delle informazioni del cervello, permettendo al ricordo di perdere progressivamente la sua carica emotiva disturbante e di essere integrato nella memoria in modo più equilibrato.
L’EMDR è utilizzato nel trattamento di traumi, stress, ansia, eventi difficili della vita e situazioni che continuano a influenzare il benessere emotivo della persona. È considerato un trattamento elettivo per il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) ed è supportato da numerose ricerche scientifiche. Per questo motivo è riconosciuto a livello internazionale come uno dei metodi più efficaci per la rielaborazione delle esperienze traumatiche.
LAVORARE CON LE PARTI DEL SE
Il lavoro con le parti interiori si fonda sull’idea che la nostra personalità non sia un blocco unico, ma sia composta da diverse parti o sub-personalità. Ognuna di queste parti ha una funzione: alcune cercano di proteggerci, altre esprimono bisogni emotivi profondi, altre ancora custodiscono ferite o esperienze difficili.
In psicoterapia questo lavoro viene affrontato attraverso modelli come il Voice Dialogue (Hal e Sidra Stone) e l’Internal Family Systems (IFS di Richard C. Schwartz). Questi approcci aiutano la persona a riconoscere e ascoltare le diverse voci interiori che influenzano pensieri, emozioni e comportamenti. Attraverso il dialogo con queste parti diventa possibile comprenderne il ruolo, sciogliere conflitti interiori e integrare aspetti di sé che spesso restano in secondo piano o agiscono in modo automatico.
L’obiettivo del percorso è sviluppare un Sé più consapevole, cioè una capacità interiore di osservare e accogliere le diverse parti senza esserne dominati. Quando questa consapevolezza cresce, la persona può vivere le proprie emozioni con maggiore equilibrio, prendere decisioni più libere e costruire relazioni più autentiche.
Archetipi e visione simbolo-immaginale
Il lavoro con gli archetipi in psicoterapia si ispira alla psicologia analitica di Carl Gustav Jung e alla psicologia archetipica di James Hillman. Secondo questa prospettiva, la psiche non comunica soltanto attraverso pensieri razionali, ma soprattutto attraverso immagini, simboli e miti che appartengono all’esperienza umana universale.
Gli archetipi sono modelli simbolici profondi che abitano l’inconscio collettivo e che si manifestano nella vita psichica attraverso sogni, immagini interiori, emozioni e narrazioni personali. Nel lavoro terapeutico l’attenzione non è rivolta tanto a “eliminare un sintomo”, ma a riconoscere le immagini archetipiche che stanno cercando di esprimersi nella vita della persona. Secondo la visione immaginale, spesso ciò che viviamo come conflitto o difficoltà è anche l’espressione di un archetipo che chiede di essere visto, compreso e integrato.
In questa prospettiva non si tratta tanto di “guarire qualcosa di rotto”, ma di imparare a dialogare con le immagini della psiche. Attraverso il lavoro simbolico e immaginale la persona può riconoscere i significati profondi delle proprie esperienze e sviluppare una relazione più consapevole con il proprio mondo interiore. La psicoterapia diventa così uno spazio in cui le immagini archetipiche possono essere ascoltate, esplorate e trasformate, favorendo una maggiore comprensione di sé e del proprio percorso di vita.
Mandala visionario e il lavoro con le immagini psichiche
Il mandala visionario (o mandala immaginario) è uno spazio simbolico interiore in cui le esperienze emotive della persona vengono rappresentate attraverso immagini. Durante un lavoro di rilassamento e immaginazione guidata possono emergere spontaneamente figure, luoghi o scene simboliche che esprimono ciò che la psiche sta vivendo in profondità. Queste immagini vengono poi riportate graficamente in forma circolare, creando un mandala che permette di osservare in modo più chiaro e consapevole il proprio mondo interiore. Il mandala diventa così una mappa simbolica che rende visibili emozioni, conflitti interiori e dinamiche inconsce.
Il lavoro prosegue con la pacificazione delle immagini, cioè un processo in cui la persona entra in relazione con le immagini emerse e con le emozioni che esse portano. Quando queste immagini vengono accolte e attraversate con consapevolezza, la loro carica emotiva può diminuire e la rappresentazione interiore può gradualmente trasformarsi. Per facilitare questo processo possono essere utilizzate anche tecniche di regolazione emotiva come la EFT (Emotional Freedom Techniques di Gary Craig) o la TFT (Thought Field Therapy di Roger Callahan). Queste pratiche prevedono una leggera stimolazione di specifici punti del corpo mentre la persona mantiene l’attenzione sull’immagine o sull’emozione associata, favorendo una riduzione dell’attivazione emotiva.
In ambito terapeutico il mandala visionario diventa quindi uno strumento per osservare, comprendere e trasformare i contenuti profondi della psiche, favorendo processi di integrazione e riequilibrio interiore.
Deprogrammazione creativa
La deprogrammazione creativa è un metodo di lavoro psichico, ideato da Selene Calloni Williams, che utilizza l’immaginazione guidata e i viaggi immaginali per entrare in contatto con gli strati più profondi della psiche. Durante questo tipo di lavoro la persona viene accompagnata a raggiungere uno stato ampliato di coscienza attraverso specifiche tecniche di respirazione, per proseguire poi con uno stato di rilassamento e attenzione interiore. In questo spazio possono emergere immagini, scene o simboli che rappresentano emozioni profonde, vissuti interiori o schemi che influenzano il modo di vivere le esperienze della vita. Lavorare con queste immagini permette spesso di accedere a contenuti emotivi che non sono facilmente esprimibili attraverso il linguaggio razionale usato nel lavoro verbale.
A volte queste esperienze vengono chiamate anche “regressioni alle vite passate”, perché le immagini che emergono possono assumere la forma di scene appartenenti ad altre epoche o contesti simbolici. In una prospettiva psicologica, tuttavia, queste immagini vengono considerate come viaggi negli strati più profondi della psiche, dove possono emergere rappresentazioni simboliche di emozioni, memorie e vissuti interiori.
Nel percorso terapeutico le immagini non vengono interpretate come ricordi letterali o eventi realmente accaduti, ma come rappresentazioni simboliche della psiche che possono aiutare la persona a riconoscere e trasformare alcuni schemi interiori. Integrato al dialogo terapeutico, questo tipo di lavoro può favorire maggiore consapevolezza di sé, rielaborazione emotiva e sviluppo di nuove modalità di risposta alle esperienze della vita.
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